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Tempesta Vaia, otto anni dopo: vento, pioggia e boschi del 27-30 ottobre 2018

Il 29 ottobre ricorrono otto anni dalla tempesta Vaia. Ricostruiamo con i dati ufficiali cosa accadde tra il 27 e il 30 ottobre 2018 e a che punto sono i boschi del Nord-Est.

di MeteoNonna · · 4 min di lettura

Pendio dolomitico in autunno con tronchi di abete a terra e giovani piantine che crescono tra i resti del bosco abbattuto dal vento

Il vento di scirocco, quando fa sul serio, la nonna lo rispetta più di qualunque temporale. Il 29 ottobre sono otto anni dalla tempesta Vaia, e conviene ricordarla con i numeri misurati, senza aggiungere drammi.

Sentiero di montagna alpino con bosco in piedi da un lato e radura con alberi caduti e giovani larici dall'altro
Dove il vento ha abbattuto il bosco, oggi si alternano radure, ripiantumazioni e rinnovazione naturale.

Cosa successe tra il 27 e il 30 ottobre 2018

Il ciclone chiamato Vaia colpì gran parte del Paese tra il 27 e il 30 ottobre 2018, con venti medi orari fino a 120 km/h e raffiche oltre i 200 km/h su vaste aree del Nord e del Centro. Per la Società Meteorologica Italiana fu una delle fasi perturbate più intense, complesse e rovinose da molti anni.

L'evento ebbe due fasi. Il 27 e 28 ottobre correnti da sud e sud-ovest scaricarono piogge importanti sui versanti esposti delle Prealpi e dell'Appennino settentrionale, con forti nubifragi nell'entroterra di Genova. Dal mattino di lunedì 29 lo scirocco si rinforzò di colpo e si svilupparono violente celle temporalesche tra Sardegna, Tirreno e Mar Ligure.

A fine evento arrivò aria più fredda. La neve scese a tratti fino a 1000-1200 metri, per esempio sulle Alpi occidentali e sull'Appennino emiliano.

Pioggia e vento: i numeri

Sulle montagne venete la pioggia fu eccezionale. Secondo i dati ARPAV ripresi in una relazione di monitoraggio, alla stazione di Soffranco (Belluno) caddero fino a 715 mm durante l'evento, mentre sul Monte Cesen (Treviso) la raffica arrivò a 192 km/h. Quest'ultima, scrive Nimbus, è la raffica più intensa mai registrata in 25 anni dalla rete di misura ARPA Veneto.

Il vento non fu una tromba d'aria localizzata. Come spiega una scheda dell'Università di Padova, fu l'azione estesa di un ciclone mediterraneo. Per questo i danni si distribuirono su un'area enorme.

Sulla previsione le fonti sfumano. Nimbus sostiene che l'episodio fu ampiamente e correttamente previsto dai servizi meteorologici nazionale e regionali. Il report della Comunità Montana di Valle Camonica osserva invece che i bollettini ne avevano previsto la pericolosità, ma l'evento fu ampiamente sottostimato negli effetti. Le due frasi stanno insieme: sapere che arriva una tempesta forte è una cosa, immaginare quanto bosco possa cadere è un'altra.

I boschi: da Vaia al bostrico

Il bilancio forestale, secondo ERSAF Lombardia, è di 42.500 ettari di bosco danneggiati in 494 comuni di Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, con 8,6 milioni di metri cubi abbattuti, circa 7 volte il legname che le segherie italiane lavorano in un anno. Altre fonti parlano di 41.000 ettari o di 14-15 milioni di alberi: le stime variano un po' a seconda di chi misura e di quando.

Poi è arrivato il bostrico. Sui boschi già indeboliti si è innestata l'infestazione di questo parassita. Secondo dati della Provincia di Trento diffusi nel 2023, in Trentino la tempesta ha distrutto 20.000 ettari di foresta, mentre il bostrico ne ha raggiunti 10.000. Nello stesso anno la Provincia indicava 400.000 nuove piantine l'anno, per 250 ettari rinnovati ogni dodici mesi. Sono numeri di tre anni fa: per il quadro aggiornato conviene guardare i rapporti di Regioni e Province.

Oggi la domanda non è più solo come togliere il legname caduto. Dall'Altopiano di Asiago si ragiona su dove ripiantare, perché la rinnovazione naturale non basta o serve più varietà, e dove invece lasciare fare ai processi spontanei. Il Sole 24 Ore ricorda che serviranno anni, politiche forestali e risorse importanti per ripristinare gli equilibri.

Cosa vuol dire per te

Vaia non ha lasciato solo radure. Dove il bosco è caduto, il terreno è cambiato. ARPAV segnala che la tempesta ha creato molti nuovi siti potenzialmente valanghivi e che ne ha delimitati oltre 90 vicini a case, paesi e strade comunali. Per quei comuni sono stati preparati piani di protezione civile speciali, legati all'altezza della neve.

Qualche consiglio pratico, da nonna prudente:

  • In montagna, prima di partire, controlla percorsi e avvisi locali. Un sentiero noto prima del 2018 può non essere più quello di allora.
  • Non entrare nei cantieri forestali e non avvicinarti ad alberi instabili. Lo ricorda anche chi gestisce il territorio del Bellunese.
  • Con vento forte, evita di sostare sotto alberi, cornicioni e impalcature. Il consiglio vale in ogni stagione e in ogni città.
  • Segui gli avvisi ufficiali. Il Dipartimento della Protezione Civile e la tua ARPA regionale sono le fonti da cui partire.

E questa settimana?

Niente di simile all'orizzonte. Al momento non risultano allerte in corso nel bollettino di criticità della Protezione Civile. Per la settimana dal 26 ottobre al 1° novembre, la tendenza dell'Aeronautica Militare indica una possibile anomalia positiva della pressione al Centro-Nord e precipitazioni in prevalenza sotto la media, tranne su Sicilia e settori ionici della Calabria. Resta una tendenza, non una promessa: il dettaglio sui singoli giorni cambia in fretta, e il fine settimana di Ognissanti è ancora da verificare.

La nonna lo dice sempre: il bosco ci mette anni a crescere e un pomeriggio a cadere, quindi il minimo che possiamo fare è guardarlo con rispetto.

Domande frequenti

Quando c'è stata la tempesta Vaia?

Tra il 27 e il 30 ottobre 2018, con il momento più violento il 29 ottobre. Lo indicano ERSAF Lombardia e ARPAV.

Quanti boschi ha distrutto Vaia?

Secondo ERSAF Lombardia, 42.500 ettari di bosco danneggiati in 494 comuni di Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, con 8,6 milioni di metri cubi di legname abbattuti.

Quanto vento ci fu durante Vaia?

Sul Monte Cesen (Treviso) la stazione ARPAV registrò una raffica di 192 km/h, la più forte mai misurata in 25 anni dalla rete veneta. In altri punti si superarono i 200 km/h.

Che cosa è il bostrico e cosa c'entra con Vaia?

È un parassita degli abeti che si è diffuso nei boschi già indeboliti dalla tempesta. In Trentino, secondo dati provinciali del 2023, ha intaccato circa 10.000 ettari.

In questi giorni c'è un'allerta meteo in Italia?

Al momento della stesura nel bollettino di criticità della Protezione Civile non risultano allerte in corso. Per aggiornamenti vale sempre il sito del Dipartimento.

Fonti

  1. Tempesta Vaia · ERSAF Lombardia
  2. VAIA · ARPAV
  3. Tempesta Vaia · Nimbus, Società Meteorologica Italiana · 2018-10-31
  4. Tempesta Vaia, l'analisi meteorologica di un evento estremo · Geopop
  5. Relazione finale monitoraggio aree colpite da Vaia · Relazione di monitoraggio (cita dati ARPAV 2018) · 2024-09-01
  6. Tempesta VAIA: Report finale interventi · Comunità Montana di Valle Camonica · 2019-01-01
  7. Dopo Vaia e bostrico, procede il ripristino dei boschi trentini · ANSA · 2023-10-27
  8. Dalle ferite di Vaia alla Foresta delle stelle, con 15mila nuovi alberi · Il Sole 24 Ore
  9. Dopo Vaia, dobbiamo ripiantare tutto? · 7Comuni Online · 2026-10-23
  10. Vaia, otto anni dopo: leggere il bosco che cambia · Dolomiti Bellunesi · 2026-10-21
  11. Previsioni fine settimana e tendenza 26 ottobre - 1 novembre 2026 · Aeronautica Militare (meteoam.it) · 2026-10-23

Le immagini di questo articolo sono generate con l'intelligenza artificiale e sono illustrative.

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